venerdì 28 febbraio 2014

Non cercarmi mai più (Ma resta ancora un po' con me) - di Emma Chase




Ciao a tutti, sono sempre io Giulia,
oggi recensirò un libro stupendo!
Quando ho visto la copertina di quel magnifico libro pensavo non fosse granché al di fuori, spoglio con solo due ciliegine, ma...devo dire che ora capisco il motivo di quelle due succulente ciliegie.
Non capirete nulla lo so, ma sono all'inizio della mia recensione, quindi datemi tempo. Come si dice tempo al tempo, e un'altro detto è 'non si giudica un libro dalla copertina'. Ebbene è così. L'avevo giudicato male.
E' straordinario come Emma Chase abbia descritto tutto il libro dalla parte dell'uomo.
Dalla parte del affascinante Drew Evans, come al solito un uomo giovane, ricco, pieno di donne, ogni sabato per lui è sacro. Perché?
Come dice lui dopo il dovere c'è il piacere, il sabato è la serata 'scopiamo più non posso'. Sgarbato? Arrogante? Si!
Se non vi piace questo genere è meglio non leggerlo, ma per una ragazza come me, che piace questo genere me lo sono divorato.

Ora partiamo dall'inizio.

Fin dalla prima pagina (della dedica) mi ha incuriosito.
Come mai già così presto? Beh leggete qui:

A Joe, per avermi insegnato cos’è il vero amore e per avermi concesso di sbirciare ogni
giorno nei complicati ingranaggi del pensiero maschile

Non vi incuriosisce?
Beh a me un pochino si.

Trama:

Drew Evans è bello e arrogante, fa affari multimilionari nella società di famiglia e seduce le donne più belle di New York con un semplice sorriso. Allora perché è stato per sette giorni con le imposte chiuse nel suo appartamento, triste e depresso? Lui risponderebbe per via dell’influenza. Ma noi sappiamo per certo che non è proprio la verità.
Katherine Brooks è brillante, bella e ambiziosa. Quando Kate viene assunta come nuova associata presso l’impresa di investimento bancario del padre di Drew, il focoso playboy entra in tilt. La competizione professionale che si stabilisce tra i due mette in crisi Drew, l’attrazione per lei è fonte di distrazione e soprattutto portarsela a letto sembra una missione impossibile.
Non cercarmi mai più è il racconto privato, scandaloso e spiritosissimo di un casanova impenitente. Ma, mentre racconta la sua storia, Drew capisce finalmente che l’unica cosa che non aveva mai voluto nella vita, è l’unica di cui adesso non può più fare a meno.



'Non cercarmi mai più' è un libro d'amore, litigi ed è a volte comico, sgarbato al punto giusto, è sensuale, e sexy.
Troppe caratteristiche tutte assieme...sisi.

Drew cerca in tutti i modi di non farsi imbambolare da questa bellissima donna fidanzata da ormai 10 anni, nonostante la sua giovane età.
Drew non si pone alcun problema che la donna (kate) è impegnata, perché?
Perché come molti uomini di successo pensano di essere i primi in tutto, lui è un uomo che non vuole un -no- come risposta, non accetta rifiuti.
E' un investment banking, un uomo d'affari che investe prepara contratti...., è lui che chiude enormi questioni di lavoro, quelli più importanti.
Il cocco di papà. Lui lavora per il padre e si è fatto il -mazzo- per diventare quello che è adesso e continua a farselo per poter sostituire -un giorno- suo padre.
Non vuole certo che una ragazzina gli porti via il suo lavoro. Chi? Kate.
Leggete qui:

E poi, un lunedì pomeriggio, mio padre mi chiama nel suo ufficio.
«Siediti, figliolo. Dobbiamo parlare di affari».
Mio padre mi convoca spesso per parlare di cose che non è ancora pronto a condividere
con il resto dello staff. «Ho appena finito di parlare al telefono con Saul Anderson. Sta cercando di diversificare il business. Viene in città il mese prossimo per guardarsi in giro e farsi venire qualche idea».
Saul Anderson è un magnate dei media. Ha veramente un sacco di soldi: il tipo d’uomo
che fa sembrare Rupert Murdoch un manovale. Avete un fazzoletto? Perché sto già sbavando.
«Il mese prossimo? Okay, posso occuparmene io. Non c’è problema». Sento
l’eccitazione che mi pulsa nelle vene. È così che deve sentirsi uno squalo quando qualcuno getta una secchiata di esche nell’acqua.
«Drew…», mi interrompe mio padre, ma il mio cervello è troppo impegnato a far turbinare le idee per sentirlo.
«Qualche indizio di cosa possa avere in mente? Insomma, le possibilità sono abbastanza
illimitate».
«Figlio», ritenta lui.
Voi capite che qualcosa sta per succedere, vero?
Eppure io non smetto di parlare. «Le TV via cavo sono macchine per fare soldi. I social
media vanno sfruttati, adesso, perciò potremmo beccarci qualche vero affare. La produzione di film è sempre una scommessa sicura, e si taglierebbero i costi se li trasmettessero sul loro network».
«Drew, ho deciso di assegnare il compito a Kate Brooks».
Ferma un attimo. Ti dispiace ripetere?
«Cosa?»
«È brava, Drew. Devo ammetterlo, è davvero brava».
«È qui da due settimane!».
I cani hanno il senso del territorio, lo sapete, no? Ecco perché al parco sembra che
abbiano una scorta infinita di pipì, che insistono per spargere ovunque, fermandosi ogni quattro secondi. È perché credono che sia il loro parco. E vogliono che gli altri cani lo sappiano, che siano consapevoli di chi è arrivato per primo. È il modo non verbale di dire, più o meno: «Andate a farvi fottere, trovatevi un parco vostro».
Gli uomini sono uguali.
Non che io voglia pisciare in cerchio attorno alla mia scrivania, ma l’azienda è mia. Ho
coltivato questi clienti da quando eravamo una società minuscola. Li ho osservati, come un paparino orgoglioso, mentre crescevano in solidi conglomerati. Gli ho offerto vino, cene. Mi sono dato da fare ora dopo ora, notte insonne dopo notte insonne. Il mio lavoro non è solo ciò che faccio, è chi sono. E che io sia dannato se Kate Brooks entra qui dentro sculettando e mi porta via tutto.
Non importa quanto bello sia il suo culo.
«Sì», dice mio padre, «e hai visto le idee che si è fatta venire in queste due settimane? È
la prima ad arrivare e l’ultima ad andarsene, ogni giorno. È una mente fresca, una che pensa fuori dagli schemi. Se n’è uscita con degli investimenti fra i più innovativi che abbia mai visto. L’istinto mi suggerisce di passarle la palla e vedere cosa ne fa».
Quali sono esattamente i primi segnali della demenza senile?
«Brancolerà nel buio, ecco cosa farà!», urlo. Ma so per esperienza che con le scenate
non si va lontano, con mio padre, perciò provo a calmarmi. «Papà, capisco cosa vuoi dire. Ma Saul Anderson non è un cliente a cui puoi permetterti di affibbiare qualcuno per poi vedere se funziona. È qualcuno a cui assegnare il migliore, il più brillante. Qualcuno che possa portarlo dritto al traguardo. E quel qualcuno sono io».
Non è vero? Me lo chiedo, mentre i suoi lineamenti si rannuvolano, incerti.
Il suo silenzio si dilata, e intanto mi si rivolta lo stomaco. Non è che io abbia qualche
problema con mio padre, ma mentirei se non dicessi che godo nel renderlo orgoglioso delle mie performance in ufficio. Io sono il suo braccio destro, quello a cui rivolgersi in caso di bisogno.
Quando siamo sotto di due punti e mancano solo cinque minuti di partita, potete scommettere le chiappe che sono il solo a cui John Evans passerebbe la palla.
O almeno lo ero.
Sono abituato ad avere la sua fiducia incondizionata. Il fatto che la sua sicurezza inizi a
vacillare è… be’… dannatamente doloroso.
«Ecco cosa ti dico». Sospira. «Abbiamo un mese. Prepara una presentazione. Chiedi a
Kate di fare lo stesso. Quello che mi farà girare la testa si cuccherà Anderson».
Dovrei sentirmi insultato, davvero. In pratica sta proponendo a un attore da Oscar di
fare un provino per una particina miserabile. Tuttavia non discuto. Sono troppo impegnato a programmare la mia prossima mossa.
Quindi, ora capite il mio discorso sulla vita?
In un batter d’occhio, Kate Brooks si è trasformata da donna con cui non vedevo l’ora di
fare i giochini più osceni a quella che non vedo l’ora di schiacciare sotto le scarpe. Avversaria.
Concorrente.
Nemica.

Vedete?

Con il suo enorme ego, e con il successo che ha sul lavoro riesce a far leva sulle donne, a persuaderle. Non vuole una relazione, ma solo qualche scopata e raramente torna indietro con una donna per rivivere quell'esperienza. Per lui le donne devono essere usate e poi gettate via, le vuole solo per il sesso. 
Le donne che cerca sono di classe, ma se una cameriera gli da il suo numero di cellulare, lui di certo non rifiuta l'opportunità di una buona scopata.
Sarò sfacciata a dirvi tutto questo in modo schietto, ma se Kate lo facesse impazzire? Se fosse come lui? Intelligente, astuta, seducente, sexy e che non si fa abbindolare da nessuno? Sembra uno di quei libri normali, ma se vi dicessi che è tutt'altro che come gli altri?
Vi lascio un piccolo assaggio.

Sono un tipo molto determinato. Volontà. Controllo. Sono io a scegliere da che parte va
la mia vita. Decido io fallimenti e successi. Fanculo al fato. Il destino può anche baciarmi le
chiappe. Se voglio qualcosa con tutto me stesso, posso averla. Se mi concentro, mi sacrifico, posso fare qualunque cosa.
Perché questo atteggiamento, chiedete? Perché sembro il relatore a una convention di
qualche gruppo di sostegno? Cosa sto cercando di dire con esattezza?
In poche parole: sono io che controllo il mio pisello. Non è il mio pisello che controlla
me. O almeno, questo è ciò che mi ripeto da un’ora e mezza. Mi vedete, lì alla mia scrivania, che balbetto come uno schizofrenico senza le sue pillole?
Sono io, che ripeto a me stesso i miei principi, le sacre convinzioni che mi hanno
accompagnato fino a questo punto della vita. Che mi hanno reso un uomo dal successo
incontestabile, a letto e in ufficio. Le convinzioni che non mi hanno mai deluso, quelle che muoio dalla voglia di gettare dalla dannata finestra. Tutto per colpa della donna che ora si trova nell’ufficio in fondo al corridoio.


Che ne pensate? Pensate ancora che è un semplice libro da romantici e con in mezzo qualche litigio? Beh se pensate di sì vi lascio altri piccoli pezzettini e poi se vi piace dovete solo leggerlo! C:

Fantastico. Come se non avessi già il mio lavoro di cui occuparmi. Ora devo tenere la
mano a una novellina mentre naviga nell’oscuro, spaventoso mondo delle Corporazioni Americane.
Perfetto.
Grazie, papà.
Alla fine, è il mio turno. Lei è voltata di spalle. Noto subito i lucidi capelli neri raccolti
in uno chignon basso, e la struttura minuta. I miei occhi vagano sulla sua schiena mentre è
impegnata a conversare con qualcuno di fronte a lei. D’istinto le si incollano al sedere e… un attimo.
Aspetta un attimo.
Ho già visto quel sedere.
Non ci credo, cazzo.
Si volta.
Cazzo.
Quando i nostri sguardi si incontrano, mi sorride. Occhi infiniti, luminosi, che non
ricordavo di aver sognato, fino a quel momento. Alza un sopracciglio: mi ha riconosciuto. E allunga una mano. «Mr Evans».
La mia bocca si apre e chiude, ma non esce neanche una parola. Lo shock di rivederla –
proprio lì, poi – deve aver momentaneamente congelato la parte del cervello che controlla il linguaggio. Quando le sinapsi riprendono a funzionare, sento mio padre che dice: «…Brooks.
Katherine Brooks. Avrà successo, figliolo, e con il tuo aiuto ci porterà tutti con lei».
Katherine Brooks.
La ragazza del bar. La ragazza che mi sono lasciato sfuggire. La ragazza le cui labbra
desidero disperatamente intorno al mio uccello.
E lavora con me, nel mio ufficio, dove ho giurato che mai, mai avrei combinato danni.
Le sue mani calde e morbide scivolano alla perfezione nelle mie, e due pensieri mi colgono simultaneamente.
Il primo: Dio mi odia. Il secondo: sono stato un ragazzo cattivo, molto cattivo per la
maggior parte della mia vita, e questa è una vendetta. E sapete cosa si dice della vendetta, giusto?
Già. È una perfida stronza.

.....


Certe donne non hanno problemi con gli incontri di una notte. Altre no. E con quest’ultime non vado per niente d’accordo.
Non è carino.
Perciò vedete, non importa quanto lo voglia, non importa con che determinazione la
piccola testa fra le mie gambe stia cercando di portarmi sulla cattiva strada: questo non è il tipo di situazione che voglio nel mio ufficio. Il mio santuario, la mia seconda casa.
Non succederà. Punto.
Ecco tutto. Fine della discussione.
Caso chiuso.
Kate Brooks è ufficialmente cancellata dalla mia lista di possibilità. È proibita, intoccabile, un non-s’ha-da-fare. Proprio come le ex ragazze dei miei amici, la figlia del capo e le
migliori amiche di mia sorella.


.........


La nostra cena d’affari è in corso. Per la maggior parte del tempo sono io a condurre il
gioco, ma è Kate che ha catturato l’attenzione di Saul Anderson. Se non fossi di pessimo umore, ammetterei che sta gestendo questo incontro da vera professionista. Però lo sono, quindi lo dico solo a voi.
Kate ride per qualche storia che Anderson ha appena finito di raccontare, poi lui si scusa
e si alza per andare al cesso. Bevo un sorso di vino, che purtroppo non è whiskey.
Kate si volta verso di me, ha negli occhi un’eccitazione da studentessa del primo anno.
«Sta andando molto bene, no? Mi pare decisamente interessato».
Faccio spallucce. «Dipende da cosa stai provando a vendergli».
«In che senso? Sto vendendo noi… la nostra proposta, la nostra azienda».
Sto facendo lo stronzo, lo so.
«Davvero? Perché a me sembra che tu gli stia offrendo tutt’altro».
«Cosa stai insinuando, Drew?»
«Dài, Kate. Hai studiato a Wharton. Secondo me ci arrivi anche da sola».
«Sono stata molto professionale…».
«Saresti stata più discreta se ti fossi strappata la camicetta e gli avessi sbattuto le tette in
faccia».
Okay, questa non era necessaria. E prendo in considerazione l’idea di scusarmi,
davvero.
Ma prima che possa formare le parole, un liquido gelido mi cade sul cavallo dei
pantaloni. Dal bicchiere d’acqua che Kate mi ha appena rovesciato addosso.
«Sei fuori di testa?», sussurro con tono severo, cercando di non fare una scenata mentre
mi alzo e cerco di asciugare la macchia con il tovagliolo.
«Tutto bene?».
È Anderson. È tornato e ora guarda me e poi Kate. Minimizzo con un gesto maldestro
delle spalle mentre Kate sorride e dice: «Benissimo».
Ecco di nuovo quella parola.
«Drew ha avuto un piccolo incidente con un bicchiere d’acqua. I ragazzi… non li si può
portare da nessuna parte».



......


«Mi è piaciuto quello che ho visto stasera, Drew. Davvero notevole».
«Grazie, Saul».
Dare sempre del tu negli affari. Non è irrispettoso, significa che si è uguali, allo stesso
livello.
«E in base a quello che mi avete mostrato, sono pronto ad affidare l’incarico a Evans,
Reinhart e Fisher».
Sì! Stappiamo lo champagne, piccola.
«Sono felice di sentirlo. Penso che sarà un ottimo affare, per tutti noi». Non posso
dimenticarmi di Kate, no? Come se lei me lo permettesse. «Puoi fidarti di me e di Kate. Non ti deluderemo».
Picchietta il dito sul bicchiere di cristallo. «Giusto. A tal proposito, prima che io firmi,
ho solo una richiesta».
Questo accade sempre. Nessun problema.
«Certo, Saul. Sono sicuro che possiamo accontentarti».
«Ottimo. Perché allora non chiedi a quella cara ragazza di portarmi i contratti di
persona, stasera verso mezzanotte?». Mi allunga un biglietto da visita, e io mi sento un nodo allo stomaco.
Lo sentite anche voi?
«Ecco dove alloggio. Chiedile di portarmi le carte… da sola».
Avete presente quando in TV ci sono quelle scene sospese, scioccanti, e si sentono solo
i grilli frinire in lontananza?
Cri cri cri. Ecco.
«Non sono sicuro che…».
«Oh, certo che lo sei, Drew. Sai come vanno queste cose. Quando un uomo lavora fino a
tardi e ha bisogno di un po’ di… conforto. Una distrazione».
Che ne dici di un bel calcio in culo, Saul? Ti andrebbe bene come distrazione?
«E quella ragazza è un pezzo di prima qualità. Questo accordo vi frutterà milioni di
entrate, senza trascurare i clienti in più che troverete quando si spargerà voce che mi sono affidato a voi. Direi che un servizietto fuori orario è un piccolo prezzo da pagare, no?».
In un modo malato, perverso, da maniaco sessuale, ha ragione. Ma credete che importi?
Ovvio che no. Mi alzo. Temo per le mie azioni, se mi toccherà guardare quel cazzo di sorrisetto compiaciuto un minuto in più.
Lancio una manciata di dollari sul tavolo e dico: «Questo non è il tipo di affari che
abbiamo in mente. Se è ciò che cerchi, la Quarantaduesima Strada è a una decina di isolati in quella direzione. Non sono un magnaccia, e Katherine Brooks di certo non è una prostituta. Questo incontro è terminato».




E' tutto per oggi, alla prossima!

Un bacio Giulia. C:

martedì 25 febbraio 2014

Io amo un vampiro- Abigail Gibbs




Ciao ragazzi e ragazze,  eccomi qui con il  seguito di a cena col vampiro, che come potete vedere dal titolo si intitola io amo un vampiro. Il libro mi ha fatta innamorare esattamente come è successo con il primo.
L'unica cosa che mi ha deluso un pò del libro, è l'allontanamento di Fabian da Violet solo perchè lei ha scelto Kaspar, ( se ero al suo posto avrei fatto lo stesso) e mi sa che un pò per ripicca si è messo con la sorella maggiore di Kaspar, Lyla. Nel primo libro lei mi piaceva, ma in un certo punto del secondo non più. Per il resto il libro è stupendo. Vi lascio la trama qui sotto:

Violet ha preso la decisione più difficile della sua giovane vita: rapita per aver assistito a una strage di umani compiuta dai vampiri, rimasta prigioniera perché figlia del ministro della difesa inglese, ha scelto di tradire la sua razza e rimanere con i nemici, con i non morti che nascondono la loro ferocia sotto l'apparenza di giovani bellissimi. Soprattutto uno: Kaspar, il principe dei vampiri, bello da togliere il fiato, capace di atti di crudeltà e ferocia e di momenti di dolcezza e compassione. Ed è proprio il principe la causa della scelta di Violet, che si è perdutamente innamorata di lui. Ma come possono amarsi, se le loro razze sono in guerra e se il padre di Kaspar, il re della corte vampira, ha deciso che i due dovranno stare lontani l'uno dall'altra per punire il figlio per la sua ribellione? Violet, divisa tra due mondi, ha una sola speranza, far cessare la guerra segreta che insaguina le strade di Londra. L'unica possibilità risiede nella profezia secondo la quale Nove Eroine porteranno la pace tra umani e vampiri. Che sia Violet una di esse?


Se il primo libro è emozionante vi avverto che questo lo è ancora di piu,  più vai avanti, piu ti stupisci, a me è successo così e spero che sia così anche per voi.

Il  pezzo che vi metto ora qui sotto è tenerissimo, speriamo che vi piaccia:


Rabbrividii, più per la temperatura che per altro, ma assaporai quella sensazione. Volevo ricordare quanto fossero fredde l’aria della notte e le gocce di pioggia sulla pelle, come i miei piedi si arricciassero sulla pietra gelida.
«Mia» sospirò una voce al mio orecchio. «Tutta mia.»
Le braccia di Kaspar mi strinsero poco sotto la vita, e i suoi capelli mi solleticarono il collo quando piegò la testa e con le labbra cercò la vena. Le sue mani non esitarono a trovare il mio seno e io mi premetti ancora più forte al suo petto.
«Ti piace, ragazzina?» disse, quasi facendo le fusa.
Gli risposi con un sospiro. Kaspar rise e fece scivolare le mani giù fino all’orlo della mia
maglietta. Non ebbi nemmeno il tempo di reagire che mi ritrovai in jeans e reggiseno.
«Cosa fai?» Cercai di coprirmi, consapevole che le doppie porte erano aperte. Lui non rispose. Mi prese la mano e mi condusse nel fascio di luce che le lampade dell’ingresso proiettavano sui gradini.
Infilai di fretta le ballerine che avevo lasciato da una parte. «Sei matto? Potrebbe vederci qualcuno!»
«Lascia che ci vedano» ribatté Kaspar conducendomi sul vialetto di ghiaia. Era troppo forte perché potessi opporre resistenza e fu inutile provare a sottrarmi, soprattutto perché mi teneva una mano tra i capelli, facendomi finire la frangia sugli occhi. «Lascia che vedano quanto sei bella.»

 Un altra cosa che mi è piaciuta è la frase che dice Violet:

Non permetterò che nessuna faida tra loro si metta tra Kaspar e me.


Detto questo, spero davvero che l'autrice scriva un terzo libro, per vedere come andrà avanti tra Violet e Kaspar.
Come andrà secondo voi questo libro? Violet diventerà un vampiro? Sarà lei una delle Eroine di cui parla la Profezia? Per scoprirlo dovete leggere entrambi i libri e spero che li amiate come li ho amati io.

Un bacio e alla prossima. :)


venerdì 21 febbraio 2014

Ciao a tutti!
Sono di nuovo io, Giulia!
Eccomi con una nuova lista di libri da leggere!

Blood Magic,
La chimera di Praga,
Colpa delle stelle,
Ti aspettavo,
Non cercarmi mai più,
Chi è Mara Dyer,
Io non sono Mara Dyer,
Una ragione per amare.


Man mano che li leggero li recensirò ;) a presto!
Giulia.

lunedì 17 febbraio 2014

Sekrets...Le Visioni di Megan– di Elizabeth Chandler

Ehilà!
Sono Giulia, e come promesso sono di nuovo qui a commentare e citare i libri che leggo.
Di questo libro non parlerò ne bene ne male.
Mi spiego meglio.
Non sono patita per i racconti di presenze, fantasmi, reincarnazioni e vite parallele, ma me l'hanno consigliato e ho provato a leggere qualche altro genere, per cambiare un po'.
Preferisco di gran lunga Vampiri affascinanti da far girare la testa, ossessionati, tormentati quanto posso esserlo io – XD – e amori impossibili.
Ma amo sempre i libri che dopo molte peripezie finiscono bene.
Gusti sono gusti, giusto?

Quindi, in questo libro racconterò -come negli altri post- il contenuto e metterò la mia opinione, ma ciò che vi chiedo è di non fare molto caso alla mia opinione personale, perché ognuno ne ha una diversa.
Quello che posso consigliarvi è: leggere questo post, valutare se vi ispira, se vi ho incuriosito leggetelo e giudicherete voi se ne valsa o no la pena di averlo letto.

Detto questo, iniziamo!






Trama:

Megan è una ragazza che vive con i suoi genitori e due fratellini. Una vita monotona e noiosa penserete.
Beh aspettate prima di pensarlo.
La ragazza dovrà allacciare i rapporti con sua nonna che non ha mai visto e ne avuto sue notizie, per volere della donna.
Megan andrà nel Maryland in Arizona dove ha sognato fin da piccola la 'casa' di sua nonna, cercherà di fare contenta la nonna. Conoscerla, supportarla, aiutarla, ma ovviamente la donna non perde tempo per farla sentire a disagio.
La ragazza non è proprio sua nipote biologica e quindi all'inizio la giovane pensa che è per questo che sua nonna è così ostile, dura, e severa con lei.
La anziana donna arriverà ad accusare sua nipote per cose che principalmente -Megan- non sa di aver fatto.
E' strano tutto questo per la ragazza. E' stata invitata ad alloggiare nella sua abitazione, e non sa come comportarsi con Helen -la nonna-, ne sa il motivo del suo comportamento, ma lei non si arrenderà facilmente.

Megan scoprirà che è la reincarnazione della sorella della nonna 'Avril', che lei è esattamente uguale ad Avril, e in parte era quello il motivo dell'ostilità della donna.
Ma non solo..
Scoprirà che anche suo cugino 'Matt' -che vive con la nonna da un anno- è la reincarnazione di 'Thomas', il ragazzo che corteggiava Helen quando era ancora giovane. Thomas sembrava che fosse innamorato di Avril, o che semplicemente gli importasse solo dell'eredità della famiglia...

La storia si basa su una vita parallela. Megan (Avril nell'altra vita) dovrà rivivere tutta la storia e farla terminare non con la sua uccisione. Se no sarebbe tutto inutile.
Nella storia si parlerà del 'Karma' e molto altro.

Insomma il sunto è che lei deve vivere questa storia d'amore, scoprire l'assassino che avvelenò Avril nella vita precedente, ucciderlo di proposito o anche per caso e tutto andrà a buon fine. Ma Megan dovrà restare in vita.
A questo punto vi chiederete chi sarà l'assassino che uccise Avril da giovanissima?

Beh, vi tocca leggerlo ho già raccontato abbastanza, se vi racconto anche la fine non vale...(!)



Commento personale:

Prima di tutto, un po' mi ha deluso il numero delle pagine del libro, 83. Un po' poche direi, ma nonostante questo la scrittrice non ha velocizzato le descrizioni rendendole più corte e meno approfondite del contenuto.
E su questo punto posso passarlo, fino ad un certo punto.
E' la storia in sé che non mi ha soddisfatto un granchè.
Sono appassionata di storie d'amore e Tra Megan e Matt avrei voluto più passione che non c'è stata se non un bacio finale. Un po' fiacco per me.
Se Matt era Thomas nella vita precedente, e Megan era Avril perché non c'è stato qualche intrallazzo strano?
E' pur vero che Matt in questa vita non la sopporta -prova per farlo credere a lei e anche a se stesso, anche se poi fallisce perché il suo destino era già stato stabilito prima che nascesse-, e visto che sono le reincarnazioni perché non -oltre i sogni che facevano entrambi- far anche solo sognare Thomas e Avril in precedenza di quello che facevano? Intendo l'amore.
Se Avril era la solita ragazza figa -come dice il libro- e che tutti i ragazzi gli cadevano ai piedi, dubito che non facessero sesso o roba simile con Thomas.
Giusto?
So che posso essere severa, ma quello che penso è che senza un po' di passione il contenuto non è un granché.
E' dell'amore che si parla, in qualche modo devi coinvolgere il lettore anche sul punto di vista sessuale e non solo dei collegamenti della nonna..ecc.
Almeno, io la vedo in questo modo.
Non voglio sembrarvi una perversa, ma il contenuto della storia si basa sulla reincarnazione dei due amanti (!)

La scrittrice poteva scrivere -essendo i protagonisti legati- una storia d'amore involontaria, complice, parallela raccontata nei sogni di Avril e Thomas e anche nella loro vita reale dei due ragazzi.

Vi spiego la mia idea contorta se ancora -sicuramente- non l'avrete capita.

Visto che già sognano, perché non scrivere dei loro sogni nel momento in cui fanno l'amore..? E perché non scrivere che loro sognano ma nel contemporaneo fanno l'amore inconsciamente? (Tanto già Megan fa un sogno che è reale e che tra l'altro si fa anche un po' male.)
Tutto sarebbe più passionale, contorto, coinvolgente, e renderebbe noi lettori più assetati nel continuare a leggere i suoi romanzi.

Quello che cerco di dire che ci andava più sostanza, più pagine, più coinvolgimento emotivo. Pianti, passione e qualche occhiata di fuoco intenso, al posto di un piccolo bacio.
Aveva già intrigato il tutto, perché non complicare le cose maggiormente?
Del tipo che loro si ritrovano nudi nel letto dell'altro, che non si guardano e toccano perché si 'odiano' nella vita attuale. Sognando due o più volte -a sua scelta- la reincarnazione della vita precedente riuscendo a percepire ogni cosa nello stesso istante.
Sensazione, emozione e rendersi conto dopo di quello che hanno fatto.
L'odio e Amo allo stesso tempo.
Amalgamare il tutto con passione.

Non tolgo nulla a lei, ma se voleva scrivere proprio questo tipo di storia per me avrebbe potuto far di meglio.
Magari scrivere la stessa storia con più legame tra i due amanti, perché Avril e Thomas non sono altro che complici, amanti in un certo senso. Se hanno una storia d'amore parallela doveva -secondo me- legare e far leva -spesso- sull'amore dei due, perché è di questo che racconta.

Comunque.... non essendo io la scrittrice non posso far nulla, se non limitarmi solo a scrivere qui la mia opinione, sperando in un vostro intervento e scambio di pensieri.

Penso che forse non tenendo conto del contenuto della storia, se avesse amalgamato meglio e fatto leva su quel punto magari mi sarebbe piaciuto molto di più.
Anche perché quando è nato il sito ho postato i primi post di libri non riguardanti ai vampiri.
Ma per chi mi sta seguendo sa che ho iniziato con Obsidian e in quei libri non si parla esattamente di vampiri. Anzi, di alieni. Ma proprio perché hanno quel tira e molla, l'amore, e intrighi vari che mi è piaciuto.

I libri che leggo, che mi interessano, e che mi appassionano sono quelli che hanno presenza di amore. In tutte le salse del mondo, nulla a che fare con tipi di 'Amore' strani, -intendo sadomaso esageratamente spinti-, ma preferisco amori impossibili un po' pericolosi con qualche pizzico di fantasy, gotico (non troppo) magia, un po' di tutto. Ma che soprattutto finisca bene!
A meno che non ci sia un seguito.
Ma vi consiglio di starmi lontano se finiscono male e devo aspettare il seguito divento un po nervosa e mangio qualcuno.
Scherzo! XD
Però quello che è vero mi rimane l'amaro in bocca e non mi piace molto.
Che posso dire, sono una sognatrice e una ragazza romantica.

Tornando al libro, il mio voto sincero e obbiettivo se dovessi esprimerlo, da 1 a 10 direi Assolutamente 5.



Spero che il racconto della trama sia stato abbastanza chiaro, mi scuso se non lo è stato. Sembra quasi 'Beautiful' ambientato nel nostro presente, con un pizzico del passato e con presenze e reincarnazioni. Strano, molto strano.

Beh...:) un saluto da Giulia!
A presto!



giovedì 13 febbraio 2014

Eccomi ancora qui!
Sono sempre io, Giulia. 
Negli ultimi giorni mi sono mangiata tre libri e direi che mi sono -come sempre- piaciuti. 
Mi ripeto in continuazione, lo so.
Mi stupisco quanto le persone riescano ad avere fantasie sempre diverse.
E non riesco a smettere di farlo, perché sono sempre più curiosa di leggere e conoscere altri bei libri.
Le scrittrici sono tutte donne, e non so perché, una coincidenza? Può essere. Bucc.. vi dico quali ho letto.

Credevo che il cielo fosse azzurro,
A cena col vampiro 
Io amo un vampiro


Dopo che la mia amica Alice ha messo il post mi sono incuriosita e mi sono letta il primo e il secondo libro -che lei presto recensirà-.
Il primo 'A cena col vampiro' è stato un po' un 'trauma' se posso definirlo così.
Poveretta la protagonista, mi viene un colpo solo pensare di mettermi nei suoi panni.
Nel secondo libro 'Io Amo un vampiro' avevo quasi rinunciato che ci fosse almeno un pezzo positivo. E in effetti -finalmente- un pezzettino c'è, -ma non dico nulla perché se no svelo troppo e questa non è una recensione, ma solo un mio pensiero-.
Consiglio -come ha detto Alice- di leggere il libro, perché nonostante tutto quello che succede alla protagonista è bello. Intenso.

Un bacio Giulia! :D

Losing It - Credevo che il cielo fosse azzurro



Ciao a tutti i lettori! 
Spero che la pagina vi piaccia perché c'è la mettiamo tutta entrambe. Abbiamo tante cose da fare e incastrare tutto non è sempre semplice, ma ovviamente non vi importerà molto, quindi passiamo al libro!
Che dite?



Trama:

Bliss Edwards ha 22 anni ed è ad un semestre dalla laurea. E' anche ancora vergine. Non è esattamente un problema per lei però è stanca di essere l'unica rimasta vergine tra le sue amiche. Il modo migliore per risolvere il "problema" e non pensarci più è perderla nel modo più semplice e veloce possibile, in una storia di una notte. Ma il suo piano si rivela essere tutt'altro che semplice. Infatti, spaventata, lascia un ragazzo stupendo solo e nudo nel suo letto con una scusa che nessuno con mezzo cervello ci avrebbe mai creduto.E come se questo non fosse stato già abbastanza imbarazzante, il giorno dopo in classe, riconosce il suo professore di teatro. Infatti l'aveva lasciato nudo nel suo letto solo otto ore prima...



(La trama già la sapevate, ma volevo fare le cose per bene quindi l'ho messa ugualmente.)



Cominciamo!

L'inizio direi che mi è piaciuto parecchio, ma quando lo lascia in bianco, ecco.. mi sono messa nei sui panni e non c'era molto da ridere, se foste Garrick. 
Se foste Bliss sarebbe imbarazzante, e se foste gli spettatori ..beh ci sarebbe un po' da ridere..Hihihi..
Mi sto ripetendo e perdendo troppo.

Bliss ha un fastidio da togliersi. La verginità. Lei confessa all'amica il suo 'problema' e Kelsey la obbliga a trascinarsi in discoteca e farlo col primo che capita. Lei rifiuta molti ragazzi che le propone l'amica, Bliss frustrata dalla situazione si dirige in un'altra stanza del locale per andare in bagno -come scusa-, ma quando vede un ragazzo splendido che legge uno dei classici 'Shakespeare' si invaghisce subito. Apre la bocca prima che se ne accorge. Che cosa dice? 


«Se è un modo per rimorchiare, ti suggerirei di spostarti in un punto un po' più trafficato.»

Alzò gli occhi dal libro e, all'improvviso, cominciai a fare fatica a deglutire. Era decisamente il ragazzo più affascinante che avessi visto in tutta la serata: capelli biondi che ricadevano su due occhi azzurro ghiaccio, un accenno di barba che bastava a dargli un aspetto virile senza farlo sembrare troppo peloso e un viso che sarebbe stato in grado di far cantare gli angeli. Ma l'effetto che aveva avuto su di me non era stato quello di farmi cantare: mi aveva lasciato senza parole. Perché mi ero fermata? Perché dovevo fare sempre la figura dell'idiota?
«Scusa?»
Il mio cervello stava ancora esaminando i capelli perfetti e gli occhi azzurrissimi, perciò ci misi un momento a dire, «Shakespeare. Nessuno legge Shakespeare in un pub, a meno che non sia una strategia per rimorchiare. Stavo solo dicendo che nell'altra sala potresti avere più fortuna.»
Per un lungo istante non disse nulla, poi la sua bocca si aprì in un gran sorriso, mostrando, neanche a dirlo, dei denti perfetti!
«Non è una strategia, ma se lo fosse direi che ho avuto una gran fortuna proprio qui.»

Lo conosce lì al bar. Ma entrambi non sanno che Bliss è L'alieva e lui L'insegnante di teatro. Il sostituto.
Ci saranno complicazioni e molti momenti di imbarazzo tra loro. 
Seduzione, corteggiamento, arroganza, dolcezza, amore tutto assieme.

Ci sarà il migliore amico di Bliss -Cade- che è innamorato perso di lei, ma come in ogni tragedia la ragazza non se ne accorge.
E quando lo scopre beh..la loro amicizia non è più la stessa.
Bliss -per Il bel Insegnante- litigherà con la sua migliore amica, si prenderanno tutti la Mononucleosi. E via!! Tutti a braccetto! XD
Scherzo! -Ma non della Mononucleosi-
Vi lascio alcuni tratti carini, dolci e un po' -anche- comici. 


Aspetta, piccola, che cosa stai facendo?»
Crollai su Cade, ridacchiando. Prima avevo pensato di essere ubriaca, ma ora che era passato un po'
di tempo... era arrivata la botta. Probabilmente non ero mai stata così fuori. «Le scarpe sono stupide.
Perché le persone le portano?»
Rise, «Per non calpestare un chiodo e non prendere il tetano, ecco perché.»
«Scarpe. Stupide. Scarpe. Le S sono ssstrane.»
Lui rise, perciò risi anch'io, anche se non avevo idea di cosa ci fosse di divertente.
«Sei adorabile. Vieni qui. Ti porto in spalla fino a casa per mettere in salvo i tuoi piedi.»
«Olè!»

(..)
Quando arrivammo nel mio parcheggio, stavo cantando una canzone inventata che più o meno faceva, «Cade è il mio paladino! Il paladino è un cretino!»
«In che senso un cretino? Non sono un cretino!»
«Cade è il mio migliore amico! Un giorno andremo nel West End e sarà proprio fico! La sua auto puzza di formaggio! Ora lo stringo e mi faccio coraggio!»
Rusty urlò, «Stringilo in privato!»
«E Rusty è un citrullo! E il vento tra i capelli fa la puzza di un frullo!»
Cade rise, «Non intendevi fa il rumore?»
«Che rumore?»
«Non importa,» ridacchiò.
Vidi comparire il mio appartamento.
«Oh, merda. Ho dimenticato la borsa.»
«Ce l'ho io, piccola.»
«Ce l'hai tu? Sei il migliore!»
Gli schioccai un forte bacio. Avevo mirato alla guancia, ma penso finì da qualche parte sul collo.
Più o meno in quel momento, sentii Jeremy gridare, «Ehi! Mr. T! Come va?»
«C'è un wrestler?» chiesi.
«No, è Mr. Taylor.»
Squittii, lasciai le spalle di Cade e mi sporsi all'indietro per cercarlo. Nel farlo, feci perdere l'equilibrio
a Cade e ci rovesciammo entrambi a terra, lui sopra di me.
Gemetti.
«Merda! Cade pesa come uno schiacciasassi. Molto più di quanto pensassi!» frignai cantando.
Ero disorientata, il mondo ondeggiava come se fossi stata in mare aperto.
Cade disse, «Salve, Mr. Taylor.»
«Ciao, Cade. Stai bene?»
«Certamente.» Si tirò su sulle ginocchia e poi si alzò. Quando cercò di far alzare anche me, guardai
per bene Garrick che mi fissava dall'alto. I suoi capelli erano proprio sexy e il suo sorriso era davvero
stupendo.
Non era giusto che fosse così bello.
Gemetti e mi coprii gli occhi.
«Perché il mondo mi odia?»
Risero entrambi, ma non era divertente. Seriamente. Perché il mondo mi odiava?
«Andiamo, piccola.» Cade cercò di tirarmi su, ma il mio corpo sembrava non rispondere.
«Non credo di riuscire a stare in piedi,» gli dissi. «Mi sento come uno spaghetto scotto.»
«Chi l'avrebbe mai detto!»

......

«Avevi ragione. Ti stai comportando da vero stronzo.»
Quel po' di rabbia che c'era nelle mie parole se ne andò quando lui fece un largo sorriso.
Mi passò accanto superandomi e si mise a fissare un punto lontano nel campus. «Continuo a pensare che questo spettacolo sia un segno. Ci assomiglia così tanto.»
«In questa situazione, la madre lussuriosa sarei io, o sei tu?»
I suoi occhi tornarono su di me, scendendo ed esaminando le curve e le linee del mio corpo. «Oh, senza dubbio sono io,» rispose. «Fedra continua a ripetere che si sta comportando da egoista. Che si odia per questo, ma lo fa comunque. Non può negare a se stessa quello che vuole, anche se ciò porta alla sua rovina e a quella di lui.»
«È hai imparato qualcosa dal nostro paragone letterario?»
«Non proprio. Continuo a pensare che lei rifarebbe tutto di nuovo se ci fosse una possibilità... una possibilità che le cose possano andare bene. Anche se novantanove volte su cento la storia finisce male, vale la pena provarci se finisce bene anche solo una volta.»
«Ascolta, Garrick, anche se questo paragone che stai abbozzando è adorabile, specialmente con quell'accento, sono un po' stufa delle metafore e di essere paragonata a storie d'amore destinate al fallimento. Dì quello che vuoi dire e basta. Ho trascorso tutta la notte a scervellarmi su testi antichi. Non voglio dover decifrare anche te.»
«Sto dicendo che mi sbagliavo.» Fece un passo verso di me e la mia spossatezza scomparve, sostituita da una scarica elettrica sotto la pelle. «Sto dicendo che mi piaci. Sto dicendo che non me ne importa un accidente se sono il tuo insegnante.»
Poi mi baciò.
Lo allontanai prima che il mio cuore e la mia mente venissero spazzati via. Il piacere mi colpì quando il bacio era già finito, perciò sembrò un'eco. E anche se ero stata io ad allontanarlo, mi mancava.
«Garrick, è una follia.»

«Amo la follia.»


Se vi sono piaciuti i piccoli pezzi che ho copiato e messo sul post, e il post vi ha incuriosito vi basta leggerlo. 
Un bacio Giulia.

giovedì 6 febbraio 2014

Onyx- Jennifer L. Armentrout

Ciao ragazzi!
Ecco l'attesa (spero) recensione del seguito di Obsiadian 'Onyx'.
Sono fresca di lettura quindi posso dirvi che ne penso.
Innanzitutto voglio puntualizzare che non è perché mi piace parlerò solo di quel romanzo, assolutamente. Gli altri li sto iniziando quindi ancora non posso recensire.


Ma passiamo al libro!




Trama: 

Daemon Black ultimamente è cambiato: dolce, passionale, protettivo e addirittura geloso, sembra davvero prendere sul serio la relazione con Katy, che adesso è qualcosa di più di una bizzarra connessione aliena. E Katy? Ancora combattuta, non può più negare di esserne perdutamente innamorata. Però non è facile godersi una storia d’amore quando il pericolo è in agguato: una minacciosa presenza che viene da un altro mondo e nasconde segreti impensabili.
Katy è sconvolta per aver appreso cose che non poteva lontanamente immaginare e l’improvvisa apparizione di qualcuno creduto morto non rende certo la situazione più semplice. Determinati a scoprire la verità sulla scomparsa di Dawson e della sua ragazza, Katy e Daemon si trovano ad affrontare una lotta di dimensioni cosmiche. Nessuno è ciò che sembra e i segreti nascosti per così tanto tempo reclameranno le loro vittime. A volte esistono nemici più forti dell’amore...




Recensione Giulia:

Prima di iniziare devo avvertirvi molte che cose qui cambieranno, come dice la trama. Cose nascoste si rivelano, il fratello scomparso si rivelerà che è vivo ecc...
Questo libro è diverso, qui c'è una lotta al di sopra del ammazzare Arum. 

Cominciamo? Siete curiosi? Bene!




Il libro come vi ho già detto narra della lotta. Vi ho anche parlato del Dipartimento della Difesa, ricordate? Vi ho parlato degli Arum, ombre malvagie che non hanno alcun problema a torturare i Luxen o i Mutanti-Ibridi come Kitty. Anzi si divertono. 
In questo libro è presente la lotta di Deamon e Kitty contro il dipartimento della difesa.
Si presenterà un nuovo compagno di scuola, anche lui Ibrido che farà credere a Kat di essere umano, ma quando scopre che non lo è, questo ragazzo le dirà che è venuta per lei, per insegnarle a controllare i suoi poteri che si sono manifestati più volte, ma senza controllo. Questi poteri gliel'ha trasmessi Deamon quando l'ha guarita, e ogni Ibrido ha poteri più o meno forti in base al Luxen che la/lo guarisce. 
Lei grazie (anche sfortunatamente) a Blake il suo simile, le insegna a controllare i poteri, ma come ogni buona azione dietro c'è sempre un secondo fine.
Kat combatterà contro di lui e contro suo zio, l'uomo che lavora per il Dipartimento della Difesa. Scoprirà che Will il nuovo compagno di sua mamma l'ha abbordata solo per arrivare a lei, ma entrambi nonostante lui è umano non riusciranno ad ucciderlo..perché? 
Perché Will li ha in pugno. Ha catturato Kitty imprigionandola e facendola torturare e arrivare in fin di vita in poco tempo. E come se non bastasse ha in pugno anche Daemon, perché? Perché Will -scienziato- ha suo fratello Dawson da ben due anni. (Non voglio immaginare come l'hanno ridotto). Così Will lo obbligherà a trasformarlo e libererà entrambi, ma che fine farà lui? Avrà abbastanza poteri per poter competere con entrambi?
Beh, non posso dirvi 'leggete' perché lo scopriremo nel terzo libro, che ancora non è uscito. Però con questo libro scoprirete molte cose.

Vi metto alcuni pezzettini: 



«Loro sapevano quanto fossimo legati io e Chris, così forse si aspettavano che mi guarisse. Poi un giorno gli Arum entrarono in contatto con la mia famiglia. Questa è la pura verità.»
«E il resto? Tutte bugie?»
«Ero rimasto solo, Katy. Mi restava solo mio zio. Mi addestrarono, e siccome ero
giovane, mi spedirono in zone in cui sospettavano che vivessero ibridi come me.»
«Oddio…» volevo con tutte le forze che se ne andasse. «Quindi è questo che fai? Te ne vai in giro a fare amicizie… ma è tutta una trappola.»
«Il mio compito è scoprire se sono recuperabili.»
«Recuperabili?» sussurrai, incredula. «E se non lo sono, li abbattete.»
Blake annuì. «O peggio… ci sono cose peggiori della morte, Katy.»
Rabbrividii. Ecco perché insisteva tanto a volermi insegnare a controllarmi, quei continui scatti di nervosismo…

«Sono venuto qui per vedere se sapevi controllare la Fonte, se potessi cioè essere utile al
governo o se invece fossi solo una perdita di tempo, ma loro ti conoscevano da prima che ti
trasferissi qui, ti tenevano d’occhio, per capire in che rapporti eri con i Black. Ho sentito dire che ti hanno addirittura teso una trappola, scagliandoti contro degli Arum, sperando che uno dei Black si facesse avanti per salvarti e guarirti.»
Trasalii. Tutto quello che mi era successo non era altro che un esperimento?! «E se nessuno fosse sopravvissuto all’attacco per guarirmi?»
Blake si mise a ridere. «Un Luxen in più o in meno… cosa credi che interessi a questa
gente? Immaginavano che saresti stata guarita e, non appena è successo, hanno fatto un paio di chiamate e mandato me.» Abbassò lo sguardo e la voce. «Adesso vogliono sapere chi è stato. E tu dovrai dirglielo.»
«Mai!» dissi affannata.
Un sorriso triste comparve sulle sue labbra. «Oh sì, invece. Ti faranno parlare. Sanno
come fare e hanno già i loro sospetti. Io scommetto che è stato Daemon. È talmente ovvio… ma loro vogliono le prove. E se non obbedirai, ti faranno obbedire loro.» Il sorriso svanì, sostituito da uno sguardo tormentato. «Come hanno fatto obbedire me.»


.........



Dopo un po’, la mia vista si schiarì e rimpiansi subito il buio.
Ero dentro una grossa gabbia, simile a quelle dei canili.
Le sbarre di metallo erano robuste e fitte. Mi resi conto che non potevo né alzarmi, né
distendermi completamente. Bracciali e catene pendevano dal soffitto. Un paio mi stringevano le caviglie.
Il panico mi attanagliò facendomi accelerare il respiro, mentre mi guardavo intorno in
quello spazio angusto. C’erano molte altre gabbie lì vicino. Una sostanza rossa, lucida, ricopriva le sbarre più vicine a me e i bracciali che avevo intorno alle caviglie.
Continuavo a ripetermi di restare calma, ma non funzionava. Mi girai sulla schiena,
allungando le mani per togliermi i bracciali. Non appena li toccai, però, provai un dolore forte alle braccia che si trasmise fino alla testa. Le allontanai subito, gemendo.
Ero in preda al terrore ormai. Provai a toccare le sbarre e lo stesso dolore mi aggredì,
facendomi urlare. Era la stessa sensazione che avevo provato quando l’agente del Dipartimento della Difesa mi aveva premuto qualcosa contro la guancia.
Mi sforzai di richiamare il mio potere. Avrei potuto far saltare queste gabbia senza
nemmeno toccarla. Ma dentro di me non c’era niente. Mi sentivo vuota. Era come se il contatto con la Fonte fosse stato spezzato. Ero in trappola.


.......


Smisi di urlare solo quando mi finì la voce. Mi andava a fuoco la gola. Non potevo fare
altro che piagnucolare.
Erano passate ore da quando avevano portato via Jo. Ore di puro, straziante dolore. Era
come se qualcosa cercasse di penetrarmi sotto la pelle.
Perdevo i sensi di continuo e in quei momenti mi abbandonavo all’oblio, non sentivo
niente ed era un sollievo. Poi mi svegliavo e il dolore era lì ad accogliermi, minacciando di farmi impazzire. Molte volte pensavo di morire. Altre mi ripetevo che prima o poi sarebbe finita, ma il dolore tornava a ondate e mi soffocava.
Avevo finito anche le lacrime. Cercavo di muovermi il meno possibile, per non
peggiorare le cose. Non avevo più freddo. Sentivo solo il dolore che quelle manette mi procuravano.

Non volevo morire. Dovevo sopravvivere.


.......


«Cosa vuoi?» chiese Daemon.
«Che mi trasformi.»
Daemon lo fissò un istante, poi si mise a ridere. «Sei impazzito?»
«Non devo spiegarti niente. Lei sa. Ti aggiornerà dopo. Fammi diventare un ibrido.
Voglio essere come lei.»
«Non basta uno schiocco di dita.»
«So come funziona» ribatté Will. «Mi ferisco. Tu mi guarisci e così via.»
«Perché?» chiese Daemon.
Will mi guardò di nuovo. «Te lo dirà lei.»
«Me lo dici tu, invece. Adesso!» lo minacciò Daemon.
Per tutta risposta Will prese le catene e le tirò, facendomi gemere di dolore.
Daemon scattò. «Basta! Lascia quelle catene!»
«Non sai ancora cosa posso offrirti in cambio.» E diede un altro strattone.
Per il dolore persi di nuovo i sensi e quando riaprii gli occhi, vidi Daemon attaccato alle
sbarre, gli occhi spalancati. «Lascia quelle catene» disse. «Ti prego.»
Non potevo credere alle mie orecchie. Daemon non supplicava mai.

Will lasciò andare le catene e io ricaddi a terra. Il dolore diminuì leggermente.


......


Mi prese il viso fra le mani e mi baciò.
«Cos’hai fatto?» chiesi con una voce che stentavo a riconoscere.
Daemon premette la fronte contro la mia. «Per funzionare, entrambe le parti devono
volerlo. Ricordi cos’ha detto Matthew? Quindi, visto il mio scarso entusiasmo, la mutazione non dovrebbe essere perfetta. Almeno non quanto vorrebbe lui.»
«Sei un genio» dissi sorridendo.

«Puoi dirlo forte» rispose lui, accarezzandomi.



Se vi è piaciuto la critica e il mio pensiero commentate qui sotto.
A presto Giulia.